Venite a Genova

Venite a Genova

Venite a Genova. 
Veniteci davvero. 
Adesso più che mai. Adesso che si respira un’aria diversa, dolorante, acciaccata ma vivida, tenace e battagliera. 
Venite a Genova, respiratela, vivitela, assaporatela e godetevela tutta. 
Venite a Genova, sedetevi qui, al Porto Antico, guardatevi attorno, compratevi un pezzo di focaccia caldo, esitate qualche minuto su una panchina all’ombra e respirate a pieni polmoni. 
Si è vero, forse a questo punto, sentirete qualche odorino di mare, qualche piccione o qualche Gabbiano si avvicinerà. Ma che importa. 
Venite a Genova e salite sul Bigo, anche se, è meglio spostarsi di qualche metro e salire sull’ascensore di Eataly. Fate su e giù e guardate davanti a voi. L’expo è bellissimo da lassù. 
Venite a Genova e non visitate soltanto l’acquario. Spostatevi un po’ e risalite per i vicoli, quella è Genova. 
Passate dal giardino del Palazzo del Principe, risalite per via del Campo e se potete entrate nella Basilica di San Siro. È un po’ defilata, l’ho scoperta l’anno scorso per la prima volta. Ma quanto è bella. 
Venite a Genova e risalite ancora un po’ per i vicoli, fino a San Lorenzo. Val la pena rimanere con il naso all’insù, guardarsi negli occhi con quegli imponenti leoni che le fanno da guardia. 
Venite a Genova e poi fermatevi a fare aperitivo in Piazza delle Erbe e ricredetevi. Non ci sono solo anziani. 
Venite a Genova e, per cena, non fatevi mancare le trofie con il pesto in centro storico. Un doveroso quanto paradisiaco cliché. 
Venite a Genova e rifugiatevi in Spianata Castelletto. Sedetevi su un muretto e, se non soffrite di vertigini come me, perdetevi nelle mille luci che dominano la città. 
Venite a Genova e poi spostatevi anche un po’ più in là. 
Percorrete l’Aurelia e lasciatevi guidare dall’orizzonte sconfinato, dai pini marittimi, da quel paesaggio così austero quanto incantato. 
Venite a Genova e, dopo aver passato la giornata di mare a Camogli, in una giornata non troppo affollata, non perdetevi il tramonto di Boccadasse con in una mano un conetto di frittura e un bicchiere di vino. 
Rimanete lì e ascoltate. Ascoltate tutto. 
Venite a Genova, prendete una cartina, alla vecchia maniera e scoprite tutti i luoghi che questa vi suggerisce.
Nulla vi deluderà. 
Venite a Genova e poi prima di andare via, passate dal nostro ponte. Dedicategli quarantatré secondi, bastano. Nessuno di più. Guardatelo e poi promettetegli di tornare ancora. Gli darete una mano. 
Ci darete una mano.

#genovanelcuore